Ferdinando
Bernini
Nacque a San Secondo il 18 maggio 1861 da
un'agiata famiglia locale. Il nonno paterno
Ferdinando era proprietario terriero , il
padre Italo si laureò in ingegneria a
Bologna, esercitando poi la professione a
San Secondo.
Il
padre fu sindaco del paese e nel 1919
fece della
Rocca dei Rossi la sede del Comune. Ferdinando
dopo aver frequentato il liceo classico a
Parma, si laureò alla facoltà di lettere
della Normale di Pisa nel
1913 dove ebbe come maestro Augusto Mancini
che lo indirizzò agli studi della filologia
classica che portarono alla pubblicazione
di: Studi sul mimo (1915) e
Ermocrate Siracusano (1917-18).
L'incontro con Gaetano Salvemini lo
indirizzò ad approfondire gli studi storici
ed all'interesse per la politica che lo
portarono ad aderire al partito
socialista. La sua attività in seno al
partito comincerà dopo la prima guerra
mondiale, gli anni del fascimo li dedica
allo studio pubblicando nel 1926: La
bizzarra storia di Frate Salimbene .
Professore
di latino e greco per molti anni al liceo
Romagnosi di Parma, pubblicherà testi
scolastici quali: Lingua latina:
grammatica razionale e metodologica della
lingua latina (1925), Dizionario
della lingua latina (1929) e Latino
vivente: avviamento allo scrivere latino per
uso degli studenti e dei candidati gli esami
di abilitazione e di concorso (1937). Dopo il 25
luglio 1943 rappresentò il P.S.I. nel
Comitato d’azione antifascista di Parma.
Venne eletto per lo stesso partito
socialista prima nel Consiglio comunale di
Parma e poi, il 2 giugno 1946, all’Assemblea
Costituente. Per la sua esperienza nel mondo
della scuola fu chiamato a far parte del
terzo governo De Gasperi con la carica di
sottosegretario alla Pubblica istruzione.
Deluso dalla vita politica, dal 1947 ritornò
ai propri studi, curando la Storia di
Parma (pubblicata postuma nel 1954).
Nel
1950 pubblica I comuni italiani e
Federico II di Svevia.
Ferdinando Bernini
morì in Bologna la sera del 12 aprile 1954.
San Secondo
parmense Antologia di personaggi 1700-1900