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Le case di San Secondo

Notizie sulle case la gente della borgata,durante il XX secolo desunte da: "Quaderni sansecondini" appunti sul paese di nostalgici  sansecondini. -

Allegri Antonio
Battisti Cesare
Bertani
Bruno Giordano
Cavallotti
Cavour
Della chiesa
Della rete
Filzi
Frumentario
Gaibazzi Ilario
Galvani

Garibaldi 1 - 27

Garibaldi 26 -36

Garibaldi 42- 63

Garibaldi 65 - 72

Garibaldi 74 -91

Garibaldi 88-109

Garibaldi 106-125

Garibaldi Piazza

Indipendenza
La Stazione
Matteotti
Marconi

Martiri libertą Piazza

Mazzini 1-10 Piazza

Mazzini/Bernini Piazza

Nazario Sauro

Oddi
Pattini Giacomo
Pier Maria Rossi
Prevostura

Reggi

Repubblica

Roma 5 - 29
Roma 20 - 49
Roma 38 - 65

Rovacchia

Vitali Mazza

4 novembre

25 Aprile

XX sett.    -1-

XX sett.    -2-

21 Agosto 1921

Cenni sulla topografia di San Secondo

L'attuale insediamento risale al tempo  di Pier Maria Rossi il Magnifico, precisamente alla meta del XV sec.

Prima di questo esistevano due  villaggi, uno ad ovest dell'attuale, attorno alla Pieve di San Genesio, l'altro pił frammentato a nord-est nei pressi della cappella di Santa Maria delle Grazie, (l'attuale zona di Zoccolanti). Il conte fondando il suo nuovo castello, probabilmente ricoprendo le vestigia di una rocca precedente abitata dal padre Pietro (per qualcuno Pier Maria I),

costruisce anche un oratorio che col tempo. acquisisce i titoli delle chiese pił antiche.

L'antico asse viario che attraversa il centro abitato da nord a sud, che gią in epoca a romana  conduceva da Parma verso il cremonese, ha sempre avuto una grande importanza commerciale e strategica. Probabilmente questo ha convinto i Rossi ad incastellarsi in questo luogo, ponendo la rocca a poca distanza da esso, con ad ovest ed a nord un ansa del Taro che la proteggeva.

L'oratorio primitivo era costruito ad una navata unica, ad est della strada romana, con il cimitero che si estendeva dal retro della chiesa al confine dell'incastellamento.

La piazza del mercato  prospiciente l'edificio religioso si estendeva verso ovest comprendendo l'attuale piazza Corridoni e il complesso d'edifici confinanti attualmente con Vicolo del voltone e Via Roma.

Nella mappa a fianco si possono delineare due ampliamenti successivi:

i borghi fronte rocca (linea blu) e l'impianto castellano di Pier Maria,(linea rossa -  vedi affresco Torrechiara).

A nord sulla via principale esisteva Porta Cappucci ed a sud Porta Parma.

 

La circonvallazione costruita alla fine del XIX sec. racchiude il  centro storico del paese, con gli edifici delle addizioni cinquecentesche, e seicentesce. Nell'occasione furono interrati alcuni canali:

Scolo Forcello proveniente da Ronchetti, girava in prossimitą di Via Garibaldi verso est, circondando l'abitato.

Canale Comunale Sissa, parallelo a Via XX Settembre (confine sud dell'incastellamento) , attraversava Via Garibaldi, girava a sinistra (Est dell'incastellamento), attraversava Via Repubblica e andava ad immettersi nel "Canalazzo dei Tari Morti" nei pressi dell'attuale Via Cavallotti;

Il Canalazzo dei tari morti proveniva dalle basse di Castell'Aicardi, lambiva ad Ovest la Rocca, rasentava le attuali Scuole Elementari, attraversava Via Garibaldi, percorreva l'attuale Via Cavallotti, alimentava un mulino, ed attraversando la circonvallazione, scendeva  lungo l'odierna Via Verdi per poi sfociare  in Taro. Fu deviato, assieme al "Canale Sissa" negli anni '20 con la creazione del "Cavo Ramo". Un quarto canale (Canalino) passava a Nord della Rocca e si immetteva nel Canalazzo dei ,ari Morti nei pressi di Via Allegri. 

 

Tutti questi fossati erano esterni al vecchio nucleo costruito nella seconda metą del Quattrocento e sono stati interrati o deviati nel 1923.

Altri canali maleodoranti e insalubri passavano tra le case del centro storico: uno di loro (La Fossa) scorreva in mezzo alle case poste tra Via G. Bruno e Via Giacomo Pattini e, forse, andava ad immettersi nel Canalazzo dei Tari Morti passando sotto Via Roma, Via Rovacchia e Via L Gaibazzi; un altro occupava parzialmente quello che era il "Cinema Verdi" e l'edificio di Via Roma 12. Questi fossati servivano da scolo alle acque piovane e agli scarichi fognari delle case.

 

Sino alla fine degli anni '40, la pavimentazione di tutta la contrada era formata da grossi ciottoli di fiume legati fra di loro da malta o terra. Solo le  tre vie principali (Roma, Garibaldi e Repubblica) avevano una doppia corsia di pietra; ognuna di loro era larga circa 50 centimetri e distava circa 50 centimetri dall'altra, in modo che i carri e le poche auto in transito passassero con le ruote su una superficie piana e non saltellassero . La pavimentazione attuale, con cubetti di porfido, fu fatta solamente nel dopoguerra.

        

Foto aerea degli anni '30